24 Maggio 2016

VOGLIO ESSERE VALUTATO

A me piacerebbe essere valutato. Se ne parla molto, ultimamente, ma i sì sono ancora pochi e poco convinti. Ecco, il mio è un sì: voglio la valutazione degli insegnanti. Voglio riscoprire il gusto della competizione, come da ragazzini con le partite di calcio: i falli al limite dell’area, le giacche appoggiate a segnare i pali e il portiere (Peretti, quello bravo) che si buttava anche sul terreno duro.

E non mi importa che a valutare sia il dirigente o tre genitori scelti a caso da un piccirillo bendato come al lotto. Voglio essere pesato, misurato e trovato adatto.

Adatto. Ma adatto a fare cosa?

Di mestiere faccio lo sciamano. Può capitare che i bambini abbiano mal di pancia e allora impongo le mani sul capo e faccio fare tre respiri: uno breve, uno lungo, uno lunghissimo. Se il metodo non funziona, mando il piccolo malato in bagno a far la cacca. In genere, la cura funziona. Talvolta, il male è nell’anima. Il fratellino piccolo è rimasto a casa con la febbre e la gelosia fa scendere lacrime inspiegabili. Si rimedia con un fazzoletto magico, agitato in aria con una precisa mossa del polso, altrimenti il rito non funziona.

Di mestiere faccio il detective. Può capitare che un bambino perda la più preziosa figurina del mazzo. Può capitare che sia finita nello zaino di una piccola Bonnie e il suo amichetto Cllyde abbia fatto da palo. Quando il detective ha finito il proprio lavoro, passa la pratica all’esperto di comunicazione che studia il modo migliore per evitare i termini furto e ladri per far tornare i giovani (la vittima e i fuorilegge) a giocare insieme a nascondino.

Di mestiere faccio Baricco che, almeno in Italia, dicono abbia inventato le scuole di scrittura. Anche in Italia, però, prima di Baricco c’erano le scuole e ancora oggi, se in questo Paese di intrallazzini e intrallazzati nasce uno scrittore, il merito è di gente come me. Scusate l’immodestia.

Di mestiere faccio il filosofo perché se nella vita di un bambino qualcosa finisce, e finisce per sempre, tocca a me trovare una risposta. Anche quando la risposta non c’è, quando l’ho cercata per me stesso e non l’ho neanche trovata.

Di mestiere faccio il maestro e alla fine della seconda e della quinta somministro le prove Invalsi. E su questo la mia scuola e forse io stesso veniamo valutati.


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