24 Maggio 2016

VEDI NAPOLI, POI… FAI COME TI PARE

Un’amica mi ha detto: “Allora, vai a fare formazione a Napoli…”

“No, ad Avellino”.

“Vabbuò, ma sempre per Napoli devi passare”.

Pensavo avesse dato sfogo alla nostalgia, lei che da quelle parti è nata. Invece, ha aggiunto: “Sta’ attento, va’…”.

Non passa molto tempo e una collega dice più o meno la stessa cosa: “Vai a Napoli!?”

“Veramente no, vado ad Avellino”.

“Sì, ma stai attento, che sei tanto distratto. E lo zaino, non lo portare come fai tu. Mettitelo qua, davanti.”

Anche lei conosce bene le cose del Sud.

Eva ovviamente non è da meno, ma è un pensiero tenero e me lo aspetto. Qualche volta credo che abbia di me la percezione che ha spinto Gianni Rodari a scrivere “La passeggiata di un distratto”.

Quello che non mi aspetto, invece, è il tipo al quale chiedo un’informazione alla stazione di Bologna e che si prodiga in consigli: fate attenzione, non rispondete a chi vi ferma con una scusa. Dice di aver vissuto a Napoli per nove anni e di averne viste, di cose.

A questo punto, comincio a pensare che qualche testa debba cadere, all’ufficio marketing e comunicazione del Comune di Napoli. Lo penso seriamente per tutto il tempo del soggiorno, ma per precauzione sto attento a tutto quello che si muove intorno a me. Fotografo mentalmente le facce e catalogo i soggetti in pericolosi, non pericolosi, ingenui. Penso di scovare persino un perfetto esemplare di borseggiatore che, a causa del mio sguardo insistente,prende e se ne va.

Poi, sul Regionale Bologna-Modena finalmente capisco.

Napoli ha uno dei più efficienti uffici marketing del Mondo e vende la narrazione di una Gomorra mai realmente distrutta dalla furia divina. Fanno parte di Gomorra i venditori abusivi di accendini, le strade sconnesse, la decandenza tutta di una città sul punto di implodere.

Sono i venditori abusivi, le strade sconnesse e la decandenza di tutte le grandi città del Mediterraneo, ma solo da Napoli torni a casa con la felicità di avere ancora tutti i bagagli, il portafogli e i tuoi stessi vestiti. E i Napoletani lo sanno. E per nulla al mondo ti toglierebbero il piacere di aver partecipato, anche solo per pochi minuti, all’epica Gomorra.


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