15 Maggio 2017

Gli Alpini, Internet e i vaccini

Arrivo a Bassano nel fine settimana dell’adunata degli Alpini. Alloggio non distante dal monumento a Gaetano Giardino, militare di lungo corso.
Saranno le piume sul cappello, sarà il bronzo che sovrasta il marmo, ma torna una sensazione già provata qualche tempo fa, sull’Altopiano di Asiago.
Mi viene da scartare i turisti, le zampette pallide che sbucano dai pantaloncini corti, e immaginare lunghe file di coscritti. I ragazzi del ’99, ma anche quelli nati nel ’98 e negli anni precedenti. Tutti con l’uniforme verde oliva, le fasce mollettiere a fermare i pantaloni e lo sguardo di uno che deve andare ad arrampicarsi fino al fronte. E lì vedersela con gli Austriaci.
651 000 morti solo tra i militari: su una popolazione stimata di 30 milioni di persone è una bella percentuale.
Tutti in fila dietro una lista di fake news: da quelle del mite frate Agostino Gemelli e della sua catechesi del cannone a quelle che dipingevano gli Austriaci più feroci del Feroce Saladino.
I più sofisticati potrebbero sostenere che un conto sono le notizie false e un conto è la propaganda. Le prime sono lanciate da perfetti sconosciuti, le seconde dal potere costituito.
Forse, ma se devi morire perché hai creduto in qualcosa, in fondo te ne puoi anche fregare di chi ha messo in giro certe voci.
Viviamo un’epoca che ha la presunzione di aver inventato tutto o quasi, ma basta mettere i fatti in parallelo e scopri che la forza del potere è sempre la stessa: credere più che sapere.
I vaccini fanno male alla salute, gli Austriaci violeranno le nostre case, le case farmaceutiche banchettano sulla nostra pelle, l’Impero affama la popolazione.

Torno da Bassano con la sensazione di aver incontrato persone speciali. Torno con la bellezza di un centro storico molto ben tenuto e pieno di vita. Torno un po’ più cinico, forse, ma con la consapevolezza che solo la cultura e una ferrea critica individuale ci potranno salvare al tempo di Internet.