24 Maggio 2016

DOS E ALTRI RACCONTI

Non volevo parlare di DOS, non ci pensavo per niente. Non con bambini di dieci anni, almeno. Solo che l’ultima ora del venerdì pomeriggio, un pomeriggio di un novembre piovoso, per giunta, lascia poche scelte. Allora la butto sulla tecnologia.
Un video: “Quando Olivetti inventò il PC”, il racconto sulla nascita di Elea 9003, il primo personal computer della storia. Un’invenzione italiana, pochi lo sanno.
Il documentario è interessante, le domande fioccano e si finisce a parlare di schede forate, floppy, software. Poi arriva il DOS, una cosa vecchia, di quando i programmi spuntavano dalla riga di comando. Interrompo il video, lancio il DOS e butto giù qualche istruzione, per far vedere.
Avreste dovuto vederli, ventitré nativi del digitale, allevati a pane e tecnologia, implorare lezioni di DOS.
E non è bastato dire: “Ma perché? Ma volete mettere la comodità delle finestre?”. E loro nulla. DOS, DOS, DOS.
E allora mi è venuto in mente quel professore di Milano, veggente tecnologico, e le sue previsioni sulla fine del libro di carta. E poi ho pensato a quell’altro, il ministro che voleva tecnologia piatta, lucida, moderna. Tutti contro lo stupore dei bambini.
Come in un racconto ben pensato, le scritte bianche su sfondo nero del DOS mostrano poco, solo qualche traccia. Il resto è fatica e scoperta.
Forse, su bambini e tecnologie, c’è ancora qualcosa da dire.


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