Diario di un candidato: omissione

L’omessa vigilanza è quando un insegnante se ne infischia altamente degli alunni e qualcuno si fa male. Che so, vai a prendere un caffè, lasci lì i tuoi ragazzi, uno si sporge dalla finestra e cade. Questa è l’omessa vigilanza.

Lascia stare che in Danimarca, Finlandia, Svezia gli insegnanti possono lasciar da soli bambini e ragazzi per andare a prenderselo in tutta tranquillità, questo caffè.

Lascia stare che dove la scuola funziona veramente bambini e ragazzi sono costretti a vigilarsi da soli. Da noi invece è così.

Ora, la prof. di Palermo sospesa a causa di un video realizzato dagli studenti, un video critico nei confronti del Governo, è stata sospesa proprio per omissione di vigilanza.

Curioso.

Curioso perché un’insegnante che imposta la didattica sulla ricerca, un’insegnante che offre agli studenti la possibilità di costruire un video in piena autonomia, è un’insegnante molto vicina ai modelli che il Ministero dell’Istruzione ci suggerisce di seguire (Danimarca, Finlandia, Svezia…).

Una brava insegnante, insomma: aggiornata, sul pezzo.

E qui arriva il punto. Può essere pericoloso seguire i modelli didattici dei Paesi a democrazia avanzata.

Può capitare che i tuoi studenti facciano un video un po’ alla Blob, con gli spettatori costretti a porsi delle domande, e così ti trovi ad aprir la porta alla polizia politica.

Eppure non ho incontrato ancora nessun collega disposto a fare un passo indietro.

Sarà che a far l’insegnante si guadagna poco, ma si costruisce la democrazia…

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