18 Aprile 2019

Diario di un candidato: l’inizio

Non avrei voluto, ma sono in lista. Per le elezioni, dico.

Strano vero? Uno vorrebbe starsene per i fatti propri, leggere dei gran libri, far scuola per bene e magari scrivere pure delle storie. Insomma, le cose che questa persona ipotetica (che poi sarei io) fa di solito.

E invece no, decide di candidarsi per le elezioni amministrative di Modena, questa persona poco ipotetica e scopre che ce ne sono altre, di persone così. Persone che hanno deciso di candidarsi, anche se magari avrebbero voluto far altro.

Gente come Maria Teresa Branduzzi, novantacinquenne di Reggio Emilia, per esempio, una delle donne che per prime hanno votato nel 1946.

Lei si è candidata perché sente odore di fascismo, così ha detto. E se senti odore di fascismo, non è che puoi star lì a far altro.

Ecco, questo mi sono detto: tu fai altro, ma se ti metti a raccontare un po’ di cose, con un po’ di pazienza, magari qualcuno ne convinci, a votare a sinistra. Una decina, perché poi dalle storie e dai ragionamenti non è che ti puoi aspettare tanto.

Ecco qua: io ci metto nome, cognome e faccia per portare dieci persone a non fare altro.

A votare a sinistra.

Dieci persone in più per fermare questa nuvola brutta brutta che si vede, che sta arrivando.