Perché Bill odia le LIM
Il professor Bill Ferriter critica l'introduzione delle LIM nella scuola e, pur essendo un ottimo conoscitore delle tecnologie nella didattica, dichiara soddisfatto di essersene liberato.
La critica riguarda sostanzialmente quattro punti:
- Il costo è eccessivo, così come il tempo per la formazione
- Le LIM sono incompatibili con le moderne teorie di apprendimento
- Non è stato valutato l'impatto delle LIM nella scuola
- Le LIM sono uno strumento di public relations per i dirigenti.
Passato lo stupore della prima lettura, però, mi viene da riflettere più sul merito.
Il professor Ferriter mette in contrapposizione la tecnologia digitale come sostanzialmente legata alla lezione frontale e questo stupisce non poco. L'informatica è quanto di più immateriale e flessibile possa essere pensato. Una fila di zerouno producono blog, analisi statistiche, comandi per l'aviazione, impianti frenanti per automobili e videogiochi. Perché a scuola dovrebbe essere diverso?

Certo, le case produttrici di LIM accompagnano l'hardware con programmi di gestione della lezione frontale. Un po' come rinfacciare a Bill Gates di aver inserito in Windows il programma Paint. Chi proprio non vuol disegnare lo ignora e si installa o, (se ne è capace) costruisce un programma in proprio. Se i docenti usano la LIM come videoproiettore o per potenziare la lezione frontale, non è certo colpa della tecnologia. Forse è un po' colpa dei docenti.
Nel 2005, Eva Pigliapoco ed io abbiamo creato software per la LIM collegati ad attività in apprendimento cooperativo. Da noi non si usa: non ci hanno nominato migliori insegnanti dello Stato. Anzi, chi poteva infilarci i bastoni fra le ruote lo ha fatto con dedizione e gusto. Ma ci siamo divertiti e abbiamo costruito un modello valido e sperimentato. Visto che l'America ha bisogno di noi, forse potremmo anche fare il grande passo verso il North Carolina.