Bocciati in prima media
Mi hanno segnalato le considerazioni del professor Enrico Sitta a proposito delle bocciature di prima media e, vista l'importanza dell'argomento, provo a dire la mia.
Come si sa, il passaggio alla scuola media comporta un primo aumento delle non ammissioni alla classe successiva. Il secondo e più consistente è relativo alla discontinuità scuola media - scuola superiore. Il professor Sitta si concentra sul primo problema e si domanda (cito testualmente):
- sono troppo "scarsi" gli alunni?
- sono troppo "fetenti" i docenti della scuola media (anche se di diverse scuole)?
- sono troppo carente la preparazione ricevuta alla scuola primaria?
Scuola inclusiva. Parto da questo punto perché leggo che il professore si dichiara esperto di didattica inclusiva. La migliore scuola primaria tende ad offrire il massimo delle opportunità ai bambini da 6 a 11 anni. Per questo le bocciature sono ridotte al lumicino. I docenti pensano (a mio avviso a ragione) che i continui, lenti miglioramenti dei bambini in difficoltà sono più importanti della "certificazione di incapacità". In compenso, arrivati in prima media, ci pensano gli avveduti professori a separare chi ha una preparazione adeguata da chi non ce l'ha (ovviamente la generalizzazione non rende giustizia ai molti professori che rivendicano la propria distanza dai ragionamenti del prof. Sitta). Esattamente come anni fa. Molti anni fa.
Scuola per competenze. Nella scuola primaria è molto diffusa la didattica per competenze. Nella scuola media si continua a ragionare per discipline. I bambini di quinta elementare sanno fare più cose (diverse) di quante i professori riescano a certificare. Il problema reale è che tutti i tentativi di giungere ad una sintesi tra i diversi saperi professionali dei docenti si sono arenati (vogliamo parlare del tentativo di riforma Berlinguer?)
Il lavoro sporco. I professori che ragionano come Sitta chiedono semplicemente alla scuola primaria di fare il lavoro sporco. Il bambino non ce la fa? Bocciatelo voi. Potremo finalmente smettere di porci domande imbarazzanti. (Professionali? Etiche?).
Conosco personalmente il professor Sitta e la situazione alla quale si riferisce. Conosco anche il vero motivo del suo livore. Malgrado questo mi piacerebbe che si accendesse un dibattito nel merito della questione (qui o sul blog del professore)
Commenti
La scelta della scuola è una lotteria e l'unica difesa che hanno i bambini è l'attenzione dei genitori. Nella fascia d'eta 6-11 questa attenzione è molto alta. Dopo appena un anno (abbiamo appena concluso la prima) già aspettiamo due nuove trasferimenti da scuole che non hanno saputo accogliere i piccoli. Il prof. di religione che sentenzia è parte di un sentire diffuso, regressivo e funzionale alla nuova tendenza selettiva. Visto che parla della classe della figlia, però, ammette di aver trascurato, non essersi accorto, non aver saputo analizzare il lavoro delle maestre. Un'involontaria ammissione di colpevolezza, per un docente.
Di certo la scuola che si preoccupa di aiutare i bambini a "crescere", in tutti i sensi, non uno di meno, non trova soluzioni valide nella bocciatura.
Aspetterò settembre per sapere esattamente quale forma di continuità la scuola media ha attivato con la primaria, specie nelle situazioni più difficili. Poi magari saprò essere più tagliente. Non mi piace parlare senza la dovuta conoscenza.
In questo anno ho raccolto molte informazioni sui miei ex alunni, la maggior parte delle quali molto positive!
So invece che hanno bocciato un bambino sul quale la scuola primaria aveva investito molte energie, data la sua situazione di partenza. E aveva ottenuto miglioramenti. Purtroppo però, poi, dobbiamo mandare i nostri ragazzi alle medie, e lì iniziano i guai, spesso. Fortunatamente non sempre!
Ma si sa, la scuola è una lotteria.
Quanto al prof di religione che sentenzia, stenderei un velo pietoso.
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