Condividi su Facebook

Porta questa pagina su Facebook
Una volta c'erano i Minerva. Tra una sigaretta e l'altra avevi lo spazio per prendere un appunto o fare il ritratto della tabaccaia. Lei lo sapeva e prima di venderti i Minerva un po' ci pensava. Ora c'è Internet e la tabaccaia è andata in pensione. Questi appunti sono un modo per non perdere il gusto dei Minerva.

La geografia del pericolo

Dicono che Salgari abbia navigato solo nel Mar Adriatico e per appena tre mesi. A bordo della nave Italia ha imparato quanto poteva, il resto lo hanno fatto i libri.
Yanez e Tremal-Nike sono nati tra Porto Garibaldi e San Benedetto del Tronto e questo non li rende meno credibili.
Immaginare i piccoletti di seconda elementare come equipaggio di una nave non è difficile. Un equipaggio multietnico e spassoso...

Acqua, grazie...

acquaFino a ieri, gli insegnanti della mia scuola potevano contare su un piccolo privilegio: mezzo litro di acqua naturale per accompagnare il pasto della mensa, bottiglia di vetro. I bambini si sono sempre accontentati dell'acqua del rubinetto. Con il tempo hanno imparato a passarsi le piccole brocche e a centrare i bicchieri al primo colpo. In nome dell'abbattimento delle spese inutili, il privilegio è saltato e gli insegnanti socializzeranno con gli alunni anche le brocche d'acqua.
Ho saputo della nuova linea della Cooperativa Italiana per la Ristorazione tra gli insapori di un piatto di fusilli al pomodoro, pollo in forma di hamburger e carote lesse. Il referendum con cui gli operai  di Mirafiori stavano per fare un salto nell'ottocento era alle porte e il taglio di una bottiglia d'acqua era una cosa da ridere.

L'influenza delle storie

influenza Qualche tempo fa mi ha telefonato un amico che non sentivo da un sacco di tempo. A Monza, dove lavora, succedono cose strane.
Mi dice che un collega ha denunciato le maestre di suo figlio perché non lo hanno voluto a scuola. Il bambino aveva la febbre e loro glielo hanno fatto riportare a casa. Ha perso delle giornate di lavoro ed ora vuole essere risarcito. Il mio amico mi ha chiesto se anche a Modena le cose vanno così.

Africa a mensa

africaDiciamo che non ci può essere commozione, di fronte alla povertà. Se sei un maestro, e vuoi fare bene il tuo mestiere, impari a dosare gli sguardi, a controllare le parole. Come un chirurgo di fronte ad un fegato spappolato, mantieni il controllo e porti a termine l'operazione. Poi, a lavoro finito, se ne riparlerà...
Il mio fegato spappolato è una bambina di seconda, che dell'Africa ha ancora le treccine, gli accenti sballati e un tono di voce esagerato. Ha passato le ultime settimane senza corrente elettrica, perché i genitori si sono separati e la madre non ha di che vivere. Di fronte alla sua storia è difficile non affogare nell'ottocento del romanzo e il romanzo dell'ottocento non è uno scenario entusiasmante...

La canzone del calcio

mameliL'intervallo è rumoroso, soprattutto con il primo freddo. Il ricordo delle corse in cortile è troppo recente e i bambini cercano la misura di giochi e chiacchiere indoor.
La maggior parte si organizza ai quattro angoli dell'aula: chi fruga nel mio armadietto, chi tira fuori i giochi di società, chi ne approfitta per carpire qualche segreto su repentine unioni sentimentali.
Tom aspira le ultime tre gocce di un succo di pera e sperimenta variazioni di ru con la perizia di un rumorista di Cinecittà. . 
"Tu conosci la canzone del calcio?" mi chiede, prima di schiacciare il piccolo cartone con la presa decisa di una sola mano. 

Storie di calcio

calcioLavoro in una scuola che ha proibito il calcio. Non proibito del tutto perché ci sono due belle porte con le reti, in cortile. Da ragazzino un campo con le porte e le reti era un campo vero, di quelli in cui ti immagini giocatori con i numeri sulle magliette, con gli allenatori che danno indicazioni da bordo campo. Noi giocavamo nella polvere degli spazi di nessuno e le porte erano giubbetti accatastati o alberi o ciuffi d'erba isolati. Intorno a vent'anni tutti abbiamo dimenticato l'ebrezza dell'olio di canfora sui muscoli e nessuno si è fatto professionista. 
Il calcio è permesso un pomeriggio su cinque, nella mia scuola, perché i bambini di oggi non sanno giocare ad altro ed è anche una questione educativa...

Cose d'Africa

La scuola organizza una raccolta di penne da inviare in una scuola del Kenia. Se devo dire com'è il Kenia vado su Google Maps e poi cerco le immagini. Una volta, se dovevo immaginare un Paese dell'Africa, lo pensavo coperto di alberi altissimi e verdi e strade di polvere rossa. Ora non più, Google ha risolto molti problemi e ne ha creati altri...

Alberi e regole

L’ultima neve dell’inverno ha falciato un albero, in mezzo al cortile della scuola. E’ incredibile come questo possa accadere a Modena. A marzo. Ma non è l’albero ad interessare i bambini, c’è altro da fare: correre e lamentarsi con gli insegnanti di amicizie troncate, promesse non mantenute, offese insanabili.

Yanez, Groucho, Lupin

Alle quattro e mezza del pomeriggio un maestro ha il sacrosanto diritto di fumare un sigaro. Sì, va bene, passano i genitori e ognuno può leggere la puzza del sigaro a modo proprio, ma è un rischio calcolato.

La notte in cui Eva ed io

 La notte in cui Eva ed io abbiamo ricevuto la telefonata di Ramzi, in televisione davano un quiz milionario. Il presentatore poneva domande banali, ma poi c’era sempre un qualche meccanismo che riportava il tutto a zero. Abbiamo fatto appena in tempo a cambiare canale che...

La scuola come va.

Oggi, un mio alunno (classe prima) mi ha incontrato fuori dall'aula. Mentre aspettavo il suono della campanella mi sono ricavato un angolino e ho aperto il libro di questi giorni (Gli exploit e le avventure del brigadiere Gerard, di A.C.Doyle).
Mi ha chiesto: "Cosa fai?"
E io: "Leggo. E' un bel libro."
E lui: "Ma tu leggi tanto?"