24 Maggio 2016

AIR-CONDITIONED

Da queste parti d’estate fa caldo. E’ il clima padano.

Un amico ghanese una volta mi ha detto che in Africa fa caldo, ma non come qui. Colpa dell’umidità, immagino. Oppure del clima che sta cambiando.

Sta di fatto che, se c’è un posto in cui non bisognerebbe stare quando il termometro sale, è il primo piano di una scuola primaria. Sotto il tetto, in uno spazio sempre troppo piccolo e con ventidue bambini di seconda che hanno il vizio di respirare e sudare.

Oggi è stato uno di quei giorni. Un caldo di quelli che t’immagini all’equatore e che non dà scampo, neanche sotto la doccia. Figurarsi a scuola. I bambini ce l’hanno messa tutta, hanno tenuto -come si dice- fino alla fine.

Ma alla fine, è arrivata l’illuminazione, la domanda che squarcia il velo e mostra il Re per quel che è: un esserino insignificante e nudo.

“Ma qui non ce l’avete l’aria condizionata?” Ha chiesto la bambina, un soldo di cacio con gli occhi grandi e la voce sottile sottile.

Allora mi sono guardato intorno. Abbiamo la LIM, uno degli ultimi modelli, abbiamo Internet ad alta velocità, Windows 8 e pure una bella dotazione di software dedicati. Ma non abbiamo l’aria condizionata.

Sofferenti ma tecnologici, ci siamo lasciati alle spalle una sudaticcia giornata di lavoro, sperando nella pioggia di domani.

Esattamente come da tanti millenni a questa parte.


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